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Bajkal

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„Mare Sacro”, „lago sacro”, „acqua sacro” – questi nomi sono stati dati al lago Bajkal da tempo antico dalla popolazione indigena, dai Russi che sono venuto a questi puntelli nel 17 secolo, e dai viaggiatori stranieri nella loro ammirazione per la bellezza ideale.

Non insistiamo che ci e' niente di piu' bello di Bajkal: ciascuno di noi ha un punto molle, un affetto per la sua propria parte del mondo. Assorbiamo il paesaggio della nostra terra natale dalla nostra nascita; modella il nostro carattere e determina in misura considerevole la nostra essenza umana. E' quindi non abbastanza per dire che caro a noi, per facciamo parte di esso. Non ci e' senso nel paragonare le stirate ghiacciate della Groenlandia alle sabbie del Sahara, o il taiga siberiano con le steppe della Russia centrale, o persino il Caspio con il lago Bajkal. Possiamo dare loro soltanto le nostre impressioni. Ma la natura ha suoi favoriti che lucida con cura speciale ai tempi della creazione e dota d'alimentazione speciale. Bajkal certamente e' uno di questi.

Non abitiamo ora suoi relativi ricchezza che e' un soggetto separato. Ci sono altre cose che rendono Bajkal incantevole e sacro – la relativa vita-dante alimentazione miracoloso, il relativi magnificenza primordiale e forza intangibile che soggetta ne' a tempo ne' al cambiamento ed appartiene al presente, non al passato distante gradisca oggi cosi' tanto. Ricordo un amico di visita ed io stesso andando per una camminata lunga lungo la vecchia strada che fiancheggia il lago dal puntello. Era Agosto, il tempo migliore e quando l'acqua e' calda e le colline sono un tumulto dei colori, quando il sole fa la scintilla e lo scintillio recentemente caduti della neve sul distante, i rupi nudi delle montagne di Sayan, quando Bajkal ha risieduto in un deposito di acqua dai ghiacciai di fusione e si trova i pieno e spesso calma, resistenza di riunione per le tempeste di autunno; quando i pesci abbondanti giocano vicino al puntello al grida dei gabbiani, e quando ad ogni punto lungo la strada vedete i lampone-cespugli, o ribes, o ribes neri, ecc. Era un giorno della bellezza rara – piena di sole, caldo, lo squillo dell'aria, pulisce Bajkal, le pietre, in profondita' sotto la superficie dell'acqua, scintillando ed opalescente, la strada ora avvolta in aria della montagna che era calda ed un po'amara con la linguetta delle erbe di maturazione, ora bagnato nel freddo, alito tagliente del lago. Entro due ore, il mio amico completamente stato soprafato dalla bellezza primitiva e violenta che lo assale da ogni quarto mentre la natura ha effettuato i riti dei festeggiamenti di estate. Era qualcosa che non solo non era stato mai informato di, ma mai persino aveva immaginato nei suoi sogni pi selvaggi. Il mio amico ero presto sconvolgento con una quantit eccessiva delle impressioni che ha caduto silenzioso. Gli ho detto di un episodio dai miei anni dell'allievo, quando in primo luogo sono venuto a Bajkal e, ingannato dall'acetato dell'acqua, raggiunto dalla barca per un ciottolo sulla parte inferiore, quale sono risultato essere di quattro metri qui sotto. Il mio amico ha ascoltato la mia storia ma non ha reagito in nessun modo. Gli ho detto che occasionalmente uno potrebbe vedere gli oggetti a quaranta metri sotto la superficie dell'acqua-esagerazione piuttosto, credo – ma non ha prestato attenzione. Allora ho realizzato soltanto che cosa era accaduto lui: se lo avessi detto a che uno potrebbe vedere la data su una moneta del due copeco ad una profondit di due o trecento metri in Bajkal, sarebbe stato stupito di era gi. Era una foca, ricordo, quello appena circa rifinito lui. Gli fochi vengono raramente vicino al puntello, e qui era uno, come se tramite la disposizione precedente, abbastanza vicino noi. Quando la ho notato e la ho indicato al mio amico, ha dato un forte, urlo selvaggio e fischio iniziato e fluttuare alla foca come se sia un cane. Devo appena dire che la foca si tuffata immediatamente, mentre il mio campagno, soprafato con stupefazione alla foca e se', decaduto ancora in silenzio, e molto lungo questo volta.

Rievoco questo episodio. Insignificante in se', per introdurre soltanto alcune linee da una lettera lunga dal mio compagno che mi ha trasmesso presto sulla sua sede di ritorno da Bajkal. „Ritengo molto piu' forte, ma quello non il punto, quello accaduto prima. Ora ritengo uno spirito aumentare in me che viene da, da Bajkal. Ora ritengo che posso fare molto, e sembro in grado di distinguermi fra che cosa devo fare e che cosa non devo. Quanto buono che abbiamo Bajkal! Aumento di mattina e, piegando nel vostro senso, a dove il padre anziano Bajkal , comincio spostare le montagne…”Posso capirlo.

Ora questo mio compagno ha visto soltanto una parte molto piccola di Bajkal; lo ha visto il giorno dell'estate meravigliosa in cui tutto intorno da' grazie a pace, e calmo, ed il sole. Non conosce quello un giorno esattamente come questo, quando il sole sta lucidando e l'aria quasi perfettamente ancora, Bajkal puo' infuriarsi per nessun motivo apparente. Quell'amico mio non ha incontrato mai il sarma o il kultuk o il barguzin, quei venti che vengono gridando giu' le valli del fiume in un aspetto dei secondi alla forza di uragano e possono fare cosi' tanto danni su Bajkal.

Non ha visto Bajkal nordico. In tutta la relativa bellezza dura e primitiva, dove perdete il vostro senso di periodo e della misura degli atti dell'uomo, e soltanto la luce dei regni di eternita generoso e sopra l'acqua libera. Non stato alla baia di Peschanaya in cui ci sono piu' giorni del sole che ai salute-ricorsi del sud famosi, e non si e' bagnato nella baia di Chivyrkuisky, dove l'acqua di estate diventa quasi calda quanto il Mare Nero. Non ha visto Bajkal nell'inverno, quando l'acqua si muove come se sia viva sotto il trasparente, ghiaccio vento-raschiato come sotto una lente d'ingrandimento. Non stato a terra magica, dove potete vedere una barca di navigazione venire verso voi con tutto lo suo sforzare della tela di canapa. Che vivono vicino a Bajkal non possiamo vantarci che lo conosciamo pozzo uno, per esso impossible da conoscerlo e capire completamente, Bajkal che che cosa . Anche se rimanete soltanto qui per uno breve termine e veda ma una punta molto piccola di esso, potete ottenere il tatto di Bajkal, se non capiscalo completamente. Nei casi gradisca questo, la sensibilita' dipende da voi, sulla vostra capacita' o incapacita' di assorbire lo spirito del posto.

Quello spirito di Bajkal e' qualche cosa di speciale, qualcosa che realmente esista, qualcosa che marche credete le vecchie leggende e fate una pausa per domandarti, con i dubbi mistico, se l'uomo alla liberta' da fare mentre ritiene la misura in determinati posti. Si avrebbe invitare Bajkal per sopraffare l'uomo con il relativa magnificenza – tutto a questo proposito cosi' grande, cosi' spazioso, cosi' liberamente, e cosi' eludendo – ancora, al contrario, nobilita l'uomo. Qui avvertite una sensazione rara del slancio, come se, all'interno di vista di eternity e di perfezione, anche siete stati toccati dall'influenza misterioso di questi concetti magici, anche siete avvolti nell'alito della presenza onnipotente, e una parte del segreto magico di tutto che esistesse ha preso parte voi. In nessun posto altrimenti volonta' che ritenete cosi' tanto ad una con la natura.

Rinviando da una passeggiata un giorno, Tolstoy ha scritto: „ E' possibile che la sensibilita' dell'amarezza, la passione per distruzione del suo proprio genere puo' sopravvivere in un uomo in mezzo di tale paesaggio estasiante? Tutto difettoso nel cuore dell'uomo dovrebbe, sembra, sparisce in contatto con la natura che l'espressione diretta del bello e del buono.”

La natura e' di se morale, soltanto l'uomo puo' renderlo immorale. E come siamo per sapere se non probabilmente la natura che mantenga noi ad un grado considerevole all'interno dei quei i limiti piu' o meno ragionevoli da cui il nostro stato morale e' determinato, e non la natura che fortifichi il nostri buon senso e buon comportamento? E' non la natura che esamina i nostri occhi notte e giorno con la preghiera, speranza ed avvertimento? E puo' essere che ancora non facciamo attenzione a quella chiamata?

Ci era un periodo in cui un Evenk, prima di ridurre una betulla d'argento sui puntelli di Bajkal, recite una preghiera lunga del pentimento, elemosinando perdono dell'albero la sua necessita' di distruggerla. Ora siamo differenti. Ecco perche' troviamo in noi stessi quell'alimentazione rimanere la forza insensibile che minaccia non appena un betulla-albero, come due o trecento anni fa, ma padre anziano Bajkal egli stesso, per restituiamo alla natura che cosa stato messo in noi – bonta' per bonta', favore per il favore – e cosi' intorno al ciclo eterno del nostro essere morale.

La gloria ed il mistero della natura, Bajkal non e' stato generato per le necessita' di produzione ma affinche' noi beva la relativa acqua, la relativa della ricchezza inestimabile e maggiore parte importante, meravigli della relativa bellezza e respiri la relativa aria preziosa. In primo luogo e per la maggior parte, lo abbiamo bisogno noi stessi.

Possiamo ripetere: quanto buon e' di avere Bajkal! Splendido e selvaggio, potente, ricco, maestoso e bello in tanti, molti sensi!

Data di rinnovamento ultimo: 15.08.2006

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